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Brutto Passo
Durata
: 2 ore
Lunghezza: 6,4 km
​
Dislivello: ±250 m
Accessibilità: Percorso adatto a escursionisti esperti
​Segnaletica: Assente

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​
  1. Valle dei Mulini e testimonianze artigiane
    Lungo il torrente Chiavone Bianco, si attraversa la storica Valle dei Mulini, un tempo cuore pulsante di attività artigianali come mulini, magli da ferro, segherie e pestarini. È possibile osservare antichi edifici restaurati, tra cui il Mulino Brancio e il suggestivo Mulino dei Sola con doppia ruota.
  2. Il “Brutto Passo” e il tratto attrezzato con fune
    L’omonimo valico rappresenta il punto più alto e impegnativo dell’escursione (510 m). Il sentiero presenta un tratto attrezzato con corda metallica, ideale per chi cerca un po' di avventura e adrenalina, e regala viste spettacolari sulla forra sottostante.
  3. Storia, natura e contrade dimenticate
    Si cammina tra contrade rurali (Codene, Cassogna, Valle di Sopra) e boschi di castagni, seguendo antiche mulattiere e cavedagne che collegavano comunità montane. L’ambiente è autentico, silenzioso, immerso in una natura rigogliosa e ancora poco battuta.

Un’escursione avventurosa e suggestiva, consigliata a chi ama la montagna più autentica e vuole immergersi nella storia produttiva e sociale del territorio.
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Maggiori e più dettagliate informazioni per la percorrenza consultando la pubblicazione "ITINERARI NEI COLLI DI LUGO DI VICENZA"
Foto di Giuseppe Duso

Pian de Marola per Val Vaccara
Durata
: 2 ore e 30 minuti
Lunghezza: 11,7 km
Dislivello: ±440 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Assente

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​
  1. Val Vaccara e i suoi fossili
    La valle è celebre per la presenza di rocce sedimentarie fossili, un’area di interesse geologico e naturalistico notevole.
  2. Antichi “casòni” rurali
    Lungo il sentiero si incontrano i resti di casòni abbandonati, un tempo abitazioni stagionali utilizzate da famiglie di Chiuppano per pascolare, coltivare e seminare la canapa. Oggi l'area è usata per il taglio di legname (acacia e castagno)​.
  3. Salita panoramica verso il Pian de Marola
    Il sentiero, pur ombroso e a tratti ripido, porta al punto più alto delle colline delle Bregonze, offrendo ampie vedute sulle Prealpi Vicentine. È un percorso vario tra storia, natura e paesaggio​.
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Foto di Giuseppe Duso

Giro del Valdàro
Durata
: 1 ora e 15 minuti
Lunghezza: 6,8 km
Dislivello: ±260 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Assente

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​

  1. Strada militare del 1917
    Il sentiero attraversa un tratto di strada militare costruita durante la Prima Guerra Mondiale, quando le colline delle Bregonze erano considerate un baluardo strategico difensivo in caso di sfondamento austriaco​.
  2. Chiesette e fontane rurali
    Lungo il percorso si incontrano la chiesa della Madonna del Caravaggio a contrà Santa Maria e la chiesa della Madonna del Sangue a Marola, entrambe con adiacenti lavatoi storici che raccontano la vita contadina del passato​.
  3. Museo Naturalistico delle Bregonze e Roccolo Moschele
    A Marola, il percorso tocca le ex scuole ora sede del Museo Naturalistico, con esposizioni naturalistiche ed etnografiche, e il Roccolo Moschele, usato per la cattura degli uccelli a fini di ricerca e documentazione​.
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Foto di Giuseppe Duso

Pian de Marola per la Val Piovàia
Durata
: 1 ora e 30 minuti
Lunghezza: 6,1 km
Dislivello: ±290 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Assente
​

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​
  1. Pian de Marola e il punto più alto delle Bregonze
    L’itinerario conduce fino al Pian de Marola, che con i suoi 422 m è il punto sommitale delle colline delle Bregonze, offrendo ampie vedute sulle Prealpi vicentine.
  2. Oratorio del Santissimo Redentore e le “labi” di contrà Magan
    Nella contrà Magan si trovano l’oratorio del 1963, costruito al posto di una chiesetta più antica, e le antiche vasche di acqua sorgiva, testimonianze dell’uso quotidiano dell’acqua in passato​.
  3. Discesa nella “Pria Fosca”
    Il ritorno avviene attraverso un suggestivo tratto chiamato “direttissima di Marola” o Pria Fosca, un passaggio ripido immerso nel bosco, che offre un’esperienza escursionistica più avventurosa​.
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Foto di Giuseppe Duso

L’ultimo viaggio di Silva
​
Durata: 3 ore
Lunghezza: 9 km
Dislivello: ±450 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Tricolore su fondo giallo​

📌 3 Punti salienti dell’itinerario

  1. Rievocazione storica del Comandante Silva (Francesco Zaltron)
    Il sentiero ripercorre l’ultimo cammino del comandante partigiano Silva, dalla frazione Monte di Calvene fino al luogo dove fu catturato e impiccato dai fascisti il 28 marzo 1945. Il tragitto è pensato come un pellegrinaggio civiletra memoria e paesaggio.
  2. Strada Vecia de Corona e luoghi partigiani
    Il percorso segue l'antica Strada Vecia de Corona, attraversando i luoghi simbolici della Resistenza: Casa Marcellina, rifugio di Silva, la chiesa di San Bellino, i caseli, i monumenti e i punti di osservazione usati dai partigiani.
  3. Museo della Resistenza e contrade simboliche
    L’itinerario tocca anche il museo della Resistenza a Mortisa e le contrade Cavrini, Casari, Lucòn, tutte legate alla storia della guerra partigiana nel territorio, con pannelli esplicativi e testimonianze storiche in loco.

Un percorso emozionante, che unisce storia, memoria e natura, ideale per camminatori consapevoli, scolaresche e appassionati di storia contemporanea. 
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Foto di Giuseppe Duso

Monte Tena
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Durata: 1 ora e 45 minuti
Lunghezza: 5,4 km
Dislivello: ±400 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Sprovvisto di segnaletica, ma in parte segue i sentieri CAI 699 e 700​

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
  1. Monte Tena e la zona dei “Livèi”
    Il sentiero porta fino al Monte Tena (826 m), attraversando la zona dei “Livèi”, antichi appezzamenti di pascolo estivo e autunnale usati fino agli anni ‘60, ciascuno con il proprio “casòn” (ricovero rurale).
  2. Vista panoramica dal Pian del Gorio e Costa de Pièri
    La salita regala ampie vedute panoramiche lungo la dorsale del Pian del Gorio e della Costa de Pièri, due balconi naturali affacciati sull’Altopiano e le contrade sottostanti.
  3. Capitello dei Sìngani e sentieri storici
    Il ritorno passa accanto al Capitello dei Sìngani, simbolo votivo locale, e segue un antico sentiero militare che si snoda nel bosco tra tracce della storia locale e natura selvaggia.

È un’escursione di media difficoltà, immersa nel verde e nella tradizione rurale di Lugo di Vicenza, ideale per escursionisti che cercano tranquillità e bellezza paesaggistica.
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Foto di Giuseppe Duso

Colle di San Pietro
Durata: 1 ora e 45 minuti
Lunghezza: 7,3 km
Dislivello: ±310 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Assente

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
  1. La Chiesa di San Pietro (sec. XV)
    • Situata sulla sommità del colle, offre una vista panoramica mozzafiato.
    • All'interno si trovano capriate lignee e altari barocchi, e nelle vicinanze i resti dell’oratorio di San Sebastiano.
  2. Origine vulcanica del colle
    • Il Colle di San Pietro ha origini vulcaniche risalenti a circa 30 milioni di anni fa, rendendolo un luogo di grande interesse geologico oltre che paesaggistico.
  3. Il mito del vitello d’oro
    • Secondo la tradizione popolare, nelle viscere del colle sarebbe nascosto un vitello d’oro, aggiungendo un tocco di leggenda alla camminata.

Un itinerario ad anello, tra stradine, cavedagne e sentieri immersi nel verde, perfetto per chi cerca storia, natura e una vista spettacolare sul territorio di Lugo di Vicenza.
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