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Brutto Passo
Durata
: 2 ore
Lunghezza: 6,4 km
​
Dislivello: ±250 m
Accessibilità: Percorso adatto a escursionisti esperti
​Segnaletica: Assente

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​
  1. Valle dei Mulini e testimonianze artigiane
    Lungo il torrente Chiavone Bianco, si attraversa la storica Valle dei Mulini, un tempo cuore pulsante di attività artigianali come mulini, magli da ferro, segherie e pestarini. È possibile osservare antichi edifici restaurati, tra cui il Mulino Brancio e il suggestivo Mulino dei Sola con doppia ruota.
  2. Il “Brutto Passo” e il tratto attrezzato con fune
    L’omonimo valico rappresenta il punto più alto e impegnativo dell’escursione (510 m). Il sentiero presenta un tratto attrezzato con corda metallica, ideale per chi cerca un po' di avventura e adrenalina, e regala viste spettacolari sulla forra sottostante.
  3. Storia, natura e contrade dimenticate
    Si cammina tra contrade rurali (Codene, Cassogna, Valle di Sopra) e boschi di castagni, seguendo antiche mulattiere e cavedagne che collegavano comunità montane. L’ambiente è autentico, silenzioso, immerso in una natura rigogliosa e ancora poco battuta.

Un’escursione avventurosa e suggestiva, consigliata a chi ama la montagna più autentica e vuole immergersi nella storia produttiva e sociale del territorio.
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Maggiori e più dettagliate informazioni per la percorrenza consultando la pubblicazione "ITINERARI NEI COLLI DI LUGO DI VICENZA"
Foto di Giuseppe Duso

Sentiero del Partigiano
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Durata: 1 ora e 15 minuti
Lunghezza: 3,8 km
Dislivello: ±160 m
Accessibilità: Percorso adatto a escursionisti esperti
​Segnaletica: Tricolore su fondo giallo​

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​
  1. Rievocazione del rastrellamento di Granezza
    Il cuore del percorso è la memoria del rastrellamento del 6 settembre 1944, uno dei più drammatici delle Prealpi vicentine.
    Le truppe nazifasciste circondarono la piana di Granezza e il vicino bosco del Bosconero per annientare le forze partigiane delle brigate "Sette Comuni" e "Mazzini".
    Camminando lungo il sentiero, si ripercorrono idealmente i passi e il destino dei partigiani che, in gran parte giovani e male armati, cercarono scampo nella foresta.
    Questo rende il cammino un forte viaggio nella memoria, in un paesaggio che racconta la storia senza bisogno di parole.
  2. Lapidi commemorative lungo il percorso
    Il sentiero è punteggiato da lapidi e cippi, ognuno dei quali ricorda i nomi e i volti dei caduti.
    Una delle prime lapidi incontrate è dedicata ad Antonio Zavagnin, giovane partigiano di Zugliano, ucciso durante l’assalto.
    Queste presenze lungo il tragitto trasformano l’escursione in un cammino di meditazione, dove ogni sosta davanti a una targa è l’occasione per riflettere sul sacrificio di chi ha lottato per la libertà.
  3. Ambiente naturale del Bosconero
    Il Bosconero è una foresta compatta di abeti e larici, che avvolge il sentiero in un’atmosfera ombrosa e silenziosa.
    Nonostante i danni della tempesta Vaia (2018), che ha sradicato molti alberi, la natura conserva ancora una sua maestosità solenne.
    Questo tratto immerso nel bosco offre un'esperienza intensa e quasi mistica, amplificando il senso di isolamento che i partigiani devono aver provato in quei drammatici giorni.
    La difficoltà di orientamento in alcuni tratti rende la camminata ancora più autentica e rispettosa della memoria dei luoghi.
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Il Sentiero del Partigiano parte dal Sacello di Granezza, nei pressi dell’omonimo rifugio. Si snoda su sentieri storici e tratti di bosco fitto, richiedendo attenzione a causa della scarsa visibilità del tracciato in alcuni punti. È un itinerario di memoria e riflessione, ideale per escursionisti appassionati di storia e natura.
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Foto di Giuseppe Duso

Pian de Marola per Val Vaccara
Durata
: 2 ore e 30 minuti
Lunghezza: 11,7 km
Dislivello: ±440 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Assente

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​
  1. Val Vaccara e i suoi fossili
    La valle è celebre per la presenza di rocce sedimentarie fossili, un’area di interesse geologico e naturalistico notevole.
  2. Antichi “casòni” rurali
    Lungo il sentiero si incontrano i resti di casòni abbandonati, un tempo abitazioni stagionali utilizzate da famiglie di Chiuppano per pascolare, coltivare e seminare la canapa. Oggi l'area è usata per il taglio di legname (acacia e castagno)​.
  3. Salita panoramica verso il Pian de Marola
    Il sentiero, pur ombroso e a tratti ripido, porta al punto più alto delle colline delle Bregonze, offrendo ampie vedute sulle Prealpi Vicentine. È un percorso vario tra storia, natura e paesaggio​.
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Foto di Giuseppe Duso

Giro del Valdàro
Durata
: 1 ora e 15 minuti
Lunghezza: 6,8 km
Dislivello: ±260 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Assente

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​

  1. Strada militare del 1917
    Il sentiero attraversa un tratto di strada militare costruita durante la Prima Guerra Mondiale, quando le colline delle Bregonze erano considerate un baluardo strategico difensivo in caso di sfondamento austriaco​.
  2. Chiesette e fontane rurali
    Lungo il percorso si incontrano la chiesa della Madonna del Caravaggio a contrà Santa Maria e la chiesa della Madonna del Sangue a Marola, entrambe con adiacenti lavatoi storici che raccontano la vita contadina del passato​.
  3. Museo Naturalistico delle Bregonze e Roccolo Moschele
    A Marola, il percorso tocca le ex scuole ora sede del Museo Naturalistico, con esposizioni naturalistiche ed etnografiche, e il Roccolo Moschele, usato per la cattura degli uccelli a fini di ricerca e documentazione​.
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Foto di Giuseppe Duso

Pian de Marola per la Val Piovàia
Durata
: 1 ora e 30 minuti
Lunghezza: 6,1 km
Dislivello: ±290 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Assente
​

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
​
  1. Pian de Marola e il punto più alto delle Bregonze
    L’itinerario conduce fino al Pian de Marola, che con i suoi 422 m è il punto sommitale delle colline delle Bregonze, offrendo ampie vedute sulle Prealpi vicentine.
  2. Oratorio del Santissimo Redentore e le “labi” di contrà Magan
    Nella contrà Magan si trovano l’oratorio del 1963, costruito al posto di una chiesetta più antica, e le antiche vasche di acqua sorgiva, testimonianze dell’uso quotidiano dell’acqua in passato​.
  3. Discesa nella “Pria Fosca”
    Il ritorno avviene attraverso un suggestivo tratto chiamato “direttissima di Marola” o Pria Fosca, un passaggio ripido immerso nel bosco, che offre un’esperienza escursionistica più avventurosa​.
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Foto di Giuseppe Duso

L’ultimo viaggio di Silva
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Durata: 3 ore
Lunghezza: 9 km
Dislivello: ±450 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Tricolore su fondo giallo​

📌 3 Punti salienti dell’itinerario

  1. Rievocazione storica del Comandante Silva (Francesco Zaltron)
    Il sentiero ripercorre l’ultimo cammino del comandante partigiano Silva, dalla frazione Monte di Calvene fino al luogo dove fu catturato e impiccato dai fascisti il 28 marzo 1945. Il tragitto è pensato come un pellegrinaggio civiletra memoria e paesaggio.
  2. Strada Vecia de Corona e luoghi partigiani
    Il percorso segue l'antica Strada Vecia de Corona, attraversando i luoghi simbolici della Resistenza: Casa Marcellina, rifugio di Silva, la chiesa di San Bellino, i caseli, i monumenti e i punti di osservazione usati dai partigiani.
  3. Museo della Resistenza e contrade simboliche
    L’itinerario tocca anche il museo della Resistenza a Mortisa e le contrade Cavrini, Casari, Lucòn, tutte legate alla storia della guerra partigiana nel territorio, con pannelli esplicativi e testimonianze storiche in loco.

Un percorso emozionante, che unisce storia, memoria e natura, ideale per camminatori consapevoli, scolaresche e appassionati di storia contemporanea. 
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Foto di Giuseppe Duso

Monte Tena
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Durata: 1 ora e 45 minuti
Lunghezza: 5,4 km
Dislivello: ±400 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Sprovvisto di segnaletica, ma in parte segue i sentieri CAI 699 e 700​

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
  1. Monte Tena e la zona dei “Livèi”
    Il sentiero porta fino al Monte Tena (826 m), attraversando la zona dei “Livèi”, antichi appezzamenti di pascolo estivo e autunnale usati fino agli anni ‘60, ciascuno con il proprio “casòn” (ricovero rurale).
  2. Vista panoramica dal Pian del Gorio e Costa de Pièri
    La salita regala ampie vedute panoramiche lungo la dorsale del Pian del Gorio e della Costa de Pièri, due balconi naturali affacciati sull’Altopiano e le contrade sottostanti.
  3. Capitello dei Sìngani e sentieri storici
    Il ritorno passa accanto al Capitello dei Sìngani, simbolo votivo locale, e segue un antico sentiero militare che si snoda nel bosco tra tracce della storia locale e natura selvaggia.

È un’escursione di media difficoltà, immersa nel verde e nella tradizione rurale di Lugo di Vicenza, ideale per escursionisti che cercano tranquillità e bellezza paesaggistica.
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Foto di Giuseppe Duso

Colle di San Pietro
Durata: 1 ora e 45 minuti
Lunghezza: 7,3 km
Dislivello: ±310 m
Accessibilità: Adatto a tutti, ma non accessibile a carrozzine
​Segnaletica: Assente

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
  1. La Chiesa di San Pietro (sec. XV)
    • Situata sulla sommità del colle, offre una vista panoramica mozzafiato.
    • All'interno si trovano capriate lignee e altari barocchi, e nelle vicinanze i resti dell’oratorio di San Sebastiano.
  2. Origine vulcanica del colle
    • Il Colle di San Pietro ha origini vulcaniche risalenti a circa 30 milioni di anni fa, rendendolo un luogo di grande interesse geologico oltre che paesaggistico.
  3. Il mito del vitello d’oro
    • Secondo la tradizione popolare, nelle viscere del colle sarebbe nascosto un vitello d’oro, aggiungendo un tocco di leggenda alla camminata.

Un itinerario ad anello, tra stradine, cavedagne e sentieri immersi nel verde, perfetto per chi cerca storia, natura e una vista spettacolare sul territorio di Lugo di Vicenza.
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Foto di Giuseppe Duso

Cimitero Inglese – Monte Foraoro

Durata: 4 ore
Lunghezza: 8 km
Dislivello: ±355 m
Accessibilità: Adatto a escursionisti mediamente esperti
egnaletica: Parziale (alcuni tratti segnalati con CAI 693 e CAI 685)
​
📌 3 Punti salienti dell’itinerario
1. Cimitero Inglese e accampamento britannico della Grande GuerraIl percorso parte dal Cimitero di Guerra Britannico di Granezza, che custodisce le salme di 100 soldati del Regno Unito caduti nel 1918.
La zona circostante, denominata Monte Cavalletto, ospitava un grande ospedale da campo gestito dal Royal Army Medical Corps. Baracche, sala operatoria e punti di degenza erano parte di un campo militare di primaria importanza per le truppe alleate. Oggi l’area è un luogo di memoria silenziosa e toccante.

2. Postazione contraerea e vasche d’acqua militariDurante la salita al Passo della Pianetta e verso Cima Foraoro (1508 m), si attraversa un settore ricco di manufatti militari, tra cui:
  • Due vasche usate come serbatoi per gli acquedotti in quota.
  • Una postazione contraerea unica, con due anelli di cemento segnati da una scala in 64esimi, utilizzata con la bussola millesimale per il calcolo della distanza dei bersagli: un’ingegnosa struttura militare probabilmente avveniristica per l’epoca.

3. Monte Foraoro: trincee e panorama strategicoCima Foraoro è il punto più elevato del percorso e del territorio comunale di Caltrano.
Qui si trovano trincee in ottimo stato di conservazione, che un tempo offrivano controllo strategico sulle linee austroungariche.
Il panorama dalla vetta è ampio e suggestivo, carico di valore storico e paesaggistico.

Il sentiero inizia in discesa dal Cimitero Inglese e si collega al CAI 693, che scende fino a quota 1075 m. Da lì risale lungo la strada delle malghe, attraversando pozze e boschi fino al Passo della Pianetta, dove si incrocia il CAI 685.
Si sale fino a Cima Foraoro, per poi scendere verso Malga Foraoro, risalire una valletta secondaria e chiudere l’anello passando per Malga Seròna, tornando infine al punto di partenza.
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Maggiori e più dettagliate informazioni per la percorrenza consultando la pubblicazione "ITINERARI INTORNO MALGA GRANEZZETTA"
Foto di Giuseppe Duso

Malga Granezzetta – Ristoro – Monte Corno
Durata: 3 ore e 30 minuti
Lunghezza: 10 km
Dislivello: ±350 m
Accessibilità: Adatto a escursionisti con un minimo di esperienza
​Segnaletica: Parziale

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
1. Monte Corno e il “labirinto di roccia”Sulla cima del Monte Corno (1368 m) si trova un affascinante labirinto naturale, un dedalo di fenditure nella roccia che richiama l’aspetto di una città di pietra. L’area è suggestiva e silenziosa, perfetta per una sosta contemplativa. Dalla cima si godono ampie vedute panoramiche su Altopiano, colline e pianura.

2. Resti storici della Prima Guerra Mondiale. Il percorso tocca Malga Mazze inferiori e il Buso Barboia, ambienti legati a rifugi e strutture logistiche militari della Grande Guerra. Presso la cima si incontrano anche vecchie infrastrutture degli impianti di risalita, oggi abbandonate ma ancora visibili, testimonianza dell’utilizzo turistico e militare della zona nel Novecento.

3. Cimitero Inglese e ritorno nella memoriaIl rientro avviene passando per il Granezza British Cemetery, luogo di sepoltura per oltre 100 caduti britannici della Prima Guerra Mondiale. Un sito silenzioso, ben curato, che trasforma la passeggiata in un viaggio nella storia e nella memoria.

Il sentiero parte da Malga Granezzetta (1268 m) e scende verso il Ristoro Granezza, per poi attraversare la piana fino a Baita Monte Corno e Bocchetta Granezza. Da qui si imbocca il sentiero CAI 700, toccando Malga Mazze Inferiori, Buso Barboia e l’ex Osteria Ristoro.
Dopo aver superato le antenne e la ex Malga Usecche, si affronta la salita finale verso il Monte Corno.
Il percorso si conclude con il passaggio nel “labirinto”, il Cimitero Inglese e il ritorno a Malga Granezzetta, completando un anello ricco di natura, storia e paesaggio.
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Foto di Giuseppe Duso

Busa del Generale – Cima Fonte
Durata: 1 ore e 40 minuti
Lunghezza: 4,5 km
Dislivello: ±250 m
Accessibilità: Adatto a escursionisti con un minimo di esperienza
​Segnaletica: Parziale

🌲 La Buca del Generale – un angolo ritrovato di Cima Fonte C’è un luogo, nascosto tra i boschi di Cima Fonte, dove il tempo sembra essersi fermato.
Un luogo silenzioso, segnato dalle mani degli uomini e dal respiro della montagna: la Buca del Generale.
Per anni la natura aveva ripreso il sopravvento: rami intrecciati, erba alta, sassi mossi dal tempo.
Ma dietro quel velo verde si nascondeva una parte di storia, un piccolo frammento di memoria che meritava di essere ritrovato.
Il Gruppo Sentieri di Lugo di Vicenza, con la passione e la pazienza di chi ama davvero questi luoghi, ha deciso di riportarla alla luce.
Armati di cesoie, rastrelli e soprattutto entusiasmo, i volontari hanno ripulito la zona, riaperto il sentiero e restituito dignità a un posto che parla di uomini, di fatiche e di montagna.
Oggi la Buca del Generale è di nuovo visibile e raggiungibile.
Scendendo nel bosco si incontra questa cavità — forse un vecchio ricovero militare, forse un punto d’osservazione — che porta con sé il mistero delle storie non scritte.
Visitarla significa non solo ammirare la bellezza del paesaggio, ma anche camminare dentro la memoria, toccare con mano un frammento del nostro passato, custodito nella terra e nel silenzio dei boschi.
Il Gruppo Sentieri invita tutti — escursionisti, curiosi, amanti della storia e della natura — a salire fino a Cima Fonte, a fermarsi davanti alla Buca del Generale e ad ascoltare ciò che il vento, tra i rami, ha ancora da raccontare.

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