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Sentiero del Partigiano
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Durata: 1 ora e 15 minuti
Lunghezza: 4 km
Dislivello: ±200 m
Accessibilità: Percorso adatto a escursionisti esperti
​Segnaletica: Tricolore su fondo giallo​

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
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  1. Rievocazione del rastrellamento di Granezza
    Il cuore del percorso è la memoria del rastrellamento del 6 settembre 1944, uno dei più drammatici delle Prealpi vicentine.
    Le truppe nazifasciste circondarono la piana di Granezza e il vicino bosco del Bosconero per annientare le forze partigiane delle brigate "Sette Comuni" e "Mazzini".
    Camminando lungo il sentiero, si ripercorrono idealmente i passi e il destino dei partigiani che, in gran parte giovani e male armati, cercarono scampo nella foresta.
    Questo rende il cammino un forte viaggio nella memoria, in un paesaggio che racconta la storia senza bisogno di parole.
  2. Lapidi commemorative lungo il percorso
    Il sentiero è punteggiato da lapidi e cippi, ognuno dei quali ricorda i nomi e i volti dei caduti.
    Una delle prime lapidi incontrate è dedicata ad Antonio Zavagnin, giovane partigiano di Zugliano, ucciso durante l’assalto.
    Queste presenze lungo il tragitto trasformano l’escursione in un cammino di meditazione, dove ogni sosta davanti a una targa è l’occasione per riflettere sul sacrificio di chi ha lottato per la libertà.
  3. Ambiente naturale del Bosconero
    Il Bosconero è una foresta compatta di abeti e larici, che avvolge il sentiero in un’atmosfera ombrosa e silenziosa.
    Nonostante i danni della tempesta Vaia (2018), che ha sradicato molti alberi, la natura conserva ancora una sua maestosità solenne.
    Questo tratto immerso nel bosco offre un'esperienza intensa e quasi mistica, amplificando il senso di isolamento che i partigiani devono aver provato in quei drammatici giorni.
    La difficoltà di orientamento in alcuni tratti rende la camminata ancora più autentica e rispettosa della memoria dei luoghi.
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Il Sentiero del Partigiano parte dal Sacello di Granezza, nei pressi dell’omonimo rifugio. Si snoda su sentieri storici e tratti di bosco fitto, richiedendo attenzione a causa della scarsa visibilità del tracciato in alcuni punti. È un itinerario di memoria e riflessione, ideale per escursionisti appassionati di storia e natura.
Maggiori e più dettagliate informazioni per la percorrenza consultando la pubblicazione "ITINERARI NEI COLLI DI LUGO DI VICENZA"
Foto di Giuseppe Duso

Cimitero Inglese – Monte Foraoro

Durata: 4 ore
Lunghezza: 11 km
Dislivello: ±500 m
Accessibilità: Adatto a escursionisti mediamente esperti
Segnaletica: CAI 693 e CAI 685 e Bollini Arancio
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📌 3 Punti salienti dell’itinerario
1. Cimitero Inglese e accampamento britannico della Grande Guerra. Il percorso parte dal Cimitero di Guerra Britannico (poco sotto Malga Busa Fonte sulla strada del Cavaletto), che custodisce le salme di 100 soldati del Regno Unito caduti nel 1918.
La zona circostante, denominata Monte Cavalletto, ospitava un grande ospedale da campo gestito dal Royal Army Medical Corps. Baracche, sala operatoria e punti di degenza erano parte di un campo militare di primaria importanza per le truppe alleate. Oggi l’area è un luogo di memoria silenziosa e toccante.

2. Postazione contraerea e vasche d’acqua militariDurante la salita al Passo della Pianetta e verso Cima Foraoro (1508 m), si attraversa un settore ricco di manufatti militari, tra cui:
  • Due vasche usate come serbatoi per gli acquedotti in quota.
  • Una postazione contraerea unica, con due anelli di cemento segnati da una scala in 64esimi, utilizzata con la bussola millesimale per il calcolo della distanza dei bersagli: un’ingegnosa struttura militare probabilmente avveniristica per l’epoca.

3. Monte Foraoro: trincee e panorama strategicoCima Foraoro è il punto più elevato del percorso e del territorio comunale di Caltrano.
Qui si trovano trincee in ottimo stato di conservazione, che un tempo offrivano controllo strategico sulle linee austroungariche.
Il panorama dalla vetta è ampio e suggestivo, carico di valore storico e paesaggistico.

Il sentiero inizia in discesa dal Cimitero Inglese e si collega al CAI 693, che scende fino a quota 1075 m. Da lì risale lungo la strada delle malghe, attraversando pozze e boschi fino al Passo della Pianetta, dove si incrocia il CAI 685.
Si sale fino a Cima Foraoro, per poi scendere verso Malga Foraoro, risalire una valletta secondaria e chiudere l’anello passando per Malga Seròna, tornando infine al punto di partenza.
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Maggiori e più dettagliate informazioni per la percorrenza consultando la pubblicazione "ITINERARI INTORNO MALGA GRANEZZETTA"
Foto di Giuseppe Duso

Malga Granezzetta – Ristoro – Monte Corno
Durata: 3 ore e 30 minuti
Lunghezza: 10 km
Dislivello: ±400 m
Accessibilità: Adatto a escursionisti con un minimo di esperienza
​Segnaletica: CAI e bollini Arancio

📌 3 Punti salienti dell’itinerario
1. Monte Corno e il “labirinto di roccia”Sulla cima del Monte Corno (1368 m) si trova un affascinante labirinto naturale, un dedalo di fenditure nella roccia che richiama l’aspetto di una città di pietra. L’area è suggestiva e silenziosa, perfetta per una sosta contemplativa. Dalla cima si godono ampie vedute panoramiche su Altopiano, colline e pianura.

2. Resti storici della Prima Guerra Mondiale. Il percorso tocca Malga Mazze inferiori e il Buso Barboia, ambienti legati a rifugi e strutture logistiche militari della Grande Guerra. Presso la cima si incontrano anche vecchie infrastrutture degli impianti di risalita, oggi abbandonate ma ancora visibili, testimonianza dell’utilizzo turistico e militare della zona nel Novecento.

3. Cimitero Inglese e ritorno nella memoriaIl rientro avviene passando per il Granezza British Cemetery, luogo di sepoltura per oltre 100 caduti britannici della Prima Guerra Mondiale. Un sito silenzioso, ben curato, che trasforma la passeggiata in un viaggio nella storia e nella memoria.

Il sentiero parte da Malga Granezzetta (1268 m) e scende verso il Ristoro Granezza, per poi attraversare la piana fino a Baita Monte Corno e Bocchetta Granezza. Da qui si imbocca il sentiero CAI 700, toccando Malga Mazze Inferiori, Buso Barboia e l’ex Osteria Ristoro.
Dopo aver superato le antenne e la ex Malga Usecche, si affronta la salita finale verso il Monte Corno.
Il percorso si conclude con il passaggio nel “labirinto”, il Cimitero Inglese e il ritorno a Malga Granezzetta, completando un anello ricco di natura, storia e paesaggio.
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Maggiori e più dettagliate informazioni per la percorrenza consultando la pubblicazione "ITINERARI INTORNO MALGA GRANEZZETTA"
Foto di Giuseppe Duso

Busa del Generale – Cima Fonte
Durata: 2 ore
Lunghezza: 4,5 km
Dislivello: ±325 m
Accessibilità: Adatto a escursionisti con un minimo di esperienza
​Segnaletica: CAI e bollini Arancio

🌲 La Buca del Generale – un angolo ritrovato di Cima Fonte C’è un luogo, nascosto tra i boschi di Cima Fonte, dove il tempo sembra essersi fermato.
Un luogo silenzioso, segnato dalle mani degli uomini e dal respiro della montagna: la Buca del Generale.
Per anni la natura aveva ripreso il sopravvento: rami intrecciati, erba alta, sassi mossi dal tempo.
Ma dietro quel velo verde si nascondeva una parte di storia, un piccolo frammento di memoria che meritava di essere ritrovato.
Il Gruppo Sentieri di Lugo di Vicenza, con la passione e la pazienza di chi ama davvero questi luoghi, ha deciso di riportarla alla luce.
Armati di cesoie, rastrelli e soprattutto entusiasmo, i volontari hanno ripulito la zona, riaperto il sentiero e restituito dignità a un posto che parla di uomini, di fatiche e di montagna.
Oggi la Buca del Generale è di nuovo visibile e raggiungibile.
Scendendo nel bosco si incontra questa cavità — forse un vecchio ricovero militare, forse un punto d’osservazione — che porta con sé il mistero delle storie non scritte.
Visitarla significa non solo ammirare la bellezza del paesaggio, ma anche camminare dentro la memoria, toccare con mano un frammento del nostro passato, custodito nella terra e nel silenzio dei boschi.
Il Gruppo Sentieri invita tutti — escursionisti, curiosi, amanti della storia e della natura — a salire fino a Cima Fonte, a fermarsi davanti alla Buca del Generale e ad ascoltare ciò che il vento, tra i rami, ha ancora da raccontare.

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Maggiori e più dettagliate informazioni per la percorrenza consultando la pubblicazione "ITINERARI INTORNO MALGA GRANEZZETTA"
Foto di Giuseppe Duso

Malga Granezzetta - Prà Peloso - Quattro strade - Cima del Porco
Durata: 3 ore
Lunghezza: 8 km
Dislivello: ±355 m
Accessibilità: Adatto a escursionisti con un minimo di esperienza
​Segnaletica: CAI e bollini Arancio

Un itinerario immerso nella natura dell’Altopiano che conduce alla scoperta di alcuni dei luoghi più suggestivi della zona di Granezza. Il percorso si sviluppa tra boschi di faggio e abete, pascoli d’altura e caratteristiche formazioni rocciose, attraversando località di grande fascino come Malga Granezzetta, Prà Peloso, Quattro Strade e Cima del Porco.
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L’escursione, adatta agli amanti delle camminate nella natura, regala ampi panorami sulla pianura veneta e sulle montagne circostanti, alternando tratti tranquilli a punti di particolare interesse naturalistico e storico. L’area conserva infatti numerose testimonianze legate alla Grande Guerra e rappresenta uno degli ambienti più caratteristici dell’Altopiano dei Sette Comuni.
Partendo dalla zona di Monte Corno e Malga Granezzetta, il sentiero si inoltra tra radure e boschi fino a raggiungere Prà Peloso e il crocevia di Quattro Strade, proseguendo poi verso Cima del Porco, punto panoramico noto per le sue particolari conformazioni di roccia rossastra tipiche della zona carsica. 

Il percorso può essere affrontato in ogni stagione, offrendo colori e atmosfere diverse durante l’anno: dalle fioriture primaverili ai freschi boschi estivi, fino ai paesaggi autunnali ricchi di sfumature. Un’esperienza ideale per chi desidera vivere la montagna in tranquillità, tra natura, storia e panorami autentici.
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Maggiori e più dettagliate informazioni per la percorrenza consultando la pubblicazione "ITINERARI INTORNO MALGA GRANEZZETTA"

Sentiero Rosso Ammonitico
Durata: 1 ore e 20 minuti
Lunghezza: 3.5 km
Dislivello: ±120 m
Accessibilità: Escursionistico adatto anche ai bambini
​Segnaletica: Simbolo ammonico e bollini arancio

Il percorso inizia nei pressi del Cimitero militare inglese di Granezza, che costituisce senza dubbio, assieme agli altri cimiteri di Val Magnaboschi, Boscon, Cavalletto e Baren- thal, che si trovano nella parte meridionale dell’Altopiano dei Sette Comuni, la principale testimonianza della presen- za degli alleati britannici durante la Grande Guerra, quan- do le forze del Commonwealth furono impiegate sul fronte italiano a partire dal novembre 1917 e fino al novembre 1918,rilevando nel marzo del 1918 le truppe italiane nella linea del fronte compresa tra Asiago e Canove.
Dal cimitero il percorso porta verso nord, seguendo in parte una strada forestale che si abbandona dopo pochi minuti svoltando a destra ed entrando in un bosco misto di faggio e abete rosso, al cospetto di opere belliche sempre più evi- denti (trincee, gallerie, postazioni) realizzate a scopo difensi- vo dall’esercito italiano e dagli alleati, che si superano grazie a passerelle e parapetti in legno. L’itinerario prosegue poi entrando in un bosco di alberi alti e maestosi, seguito da una spianata caratterizzata da una formazione di abeti rossi derivante dal rimboschimento di un pascolo abbandonato, come è dimostrato dall’evidente traccia circolare della vec- chia pozza d’alpeggio; perviene quindi, attraverso un ulti- mo tratto su strada forestale, a Monte Corno, il punto più elevato dell’itinerario (1383 m), con la singolare visita della “Città di roccia”, un dedalo di fessurazioni, corridoi e scafe di roccia rossastra e rosata, che ricorda l’aspetto di un centro abitato; è proprio tale roccia, denominata “rosso ammoniti- co”, a dare il nome all’itinerario descritto.
Da qui il percorso conduce in discesa, attraverso Malga Monte Corno e lambendo la caratteristica stele commemo- rativa al Caduto Ignoto per la Libertà, al Giardino Botanico Alpino e alla sottostante Bocchetta Granezza. Per comple- tare l’itinerario, lungo poco meno di 4 km, si deve calcolare un tempo di percorrenza di almeno 1h 20 min.
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